Ambiente 

Petizione contro la proposta di legge sulla caccia del ligure Bruzzone, aderiscono le più grandi associazioni animaliste

Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Leidaa, Lipu, Lndc Animal Protection, Oipa, Federazione Nazionale Pro Natura e Wwf Italia sostengono la petizione lanciata da “Il Fatto Quotidiano”. Ecco come aderire. Intanto la Ue apre procedure di infrazione contro l’Italia perché già l’attuale legge infrange le normative internazionali. A pagare le sanzioni saranno tutti gli italiani

«Il centrodestra va all’assalto della legge sulla caccia con l’intenzione di stravolgerla per favorire i cacciatori – spiegano “Il Fatto Quotidiano e gli ambientalisti -. Ovviamente a discapito degli animali – che saranno uccisi in numero ancora più elevato – della biodiversità e della sicurezza pubblica. Prima ci ha provato Fratelli d’Italia, addirittura proponendo di dare il fucile in mano ai sedicenni (iniziativa per fortuna ritirata). Ma ora i partiti di maggioranza hanno fatto quadrato intorno alla proposta della Lega. Che cosa prevede? Caccia libera su tutto il territorio nazionale, sette giorni su sette (dunque cancellando i due giorni di silenzio venatorio) per più di cinque mesi, durante i quali non sarà mai garantita la sicurezza per escursionisti e amanti della natura. Caccia in tutte le forme consentite, persino coi visori termici, riduzione delle già ridicole sanzioni contro chi spara in periodi vietati e nei terreni privati vietati alla caccia. E ancora: il gravissimo attacco alle associazioni ambientaliste, il cui prezioso lavoro di salvaguardia della legalità verrà cancellato con un colpo di mano, non potendo più impugnare i calendari venatori delle Regioni di fronte ai giudici amministrativi; l’enorme sanatoria per i bracconieri che trafficano illegalmente (e utilizzano) i richiami vivi per la caccia d’appostamento».

Nel mirino c’è la proposta di legge 1548 presentata dal senatore ligure della Lega Francesco Bruzzone, cacciatore e da sempre vicino agli ambienti venatori.

«A fronte di tutto questo c’è il rischio che la proposta di legge, nel corso dell’iter legislativo, venga addirittura peggiorata con l’approvazione di altri emendamenti – proseguono gli organizzatori della petizione -. Ecco perché è fondamentale che venga ritirata e fermata. Ma non solo: il documento, oltre a configurarsi come incostituzionale (l’articolo 9 della nostra Costituzione si pone a tutela degli ecosistemi e degli animali), viola le direttive dell’Unione europea. Significa che in caso di approvazione, sull’Italia penderebbe la spada di Damocle di una procedura d’infrazione, cioè una sanzione da pagare coi soldi pubblici: soldi di tutte le cittadine e di tutti i cittadini».

Qui il link per firmare la petizione, ha ha già ottenuto oltre 10mila firme: https://bit.ly/petizione-caccia

Intanto la Commissione europea ha deciso di intraprendere azioni legali contro l’Italia a causa della mancata conformità alle direttive dell’Unione Europea riguardanti la caccia.

Bruxelles ha individuato varie leggi italiane che non rispettano la normativa dell’UE, soprattutto in merito alla direttiva sugli uccelli e al regolamento Reach, che limita l’uso di munizioni al piombo per proteggere gli uccelli acquatici, l’ambiente e la salute umana.

Nella lettera di messa in mora inviata a Roma, la Commissione europea ha evidenziato che la legislazione italiana viola la direttiva sugli uccelli concedendo alle regioni il potere di autorizzare la caccia o la cattura di specie selvatiche, anche in zone dove la caccia è vietata come le aree protette e durante periodi dell’anno in cui è proibita. Inoltre, la normativa italiana non rispetta le disposizioni del regolamento Reach sull’uso del piombo nelle munizioni.

L’Ente Nazionale Protezione Animali ha commentato l’iniziativa della Commissione europea affermando che le norme introdotte di recente dal Governo e dal Parlamento italiano per favorire i cacciatori sono state ampiamente criticate. L’associazione ha chiesto ai ministri e ai parlamentari italiani di ritirare le proposte di legge e i provvedimenti volti a soddisfare gli interessi dei cacciatori, e di impugnare le leggi regionali o provinciali che violano il diritto europeo e sono incostituzionali.

Se ciò non avvenisse, ha avvertito l’Ente Nazionale Protezione Animali, il governo italiano e la sua maggioranza, insieme ai funzionari locali e nazionali, saranno responsabili delle pesanti multe inflitte all’Italia. Queste multe, ha sottolineato l’associazione, ricadranno sulle spalle di tutti gli italiani contrari alla caccia, anziché sui cacciatori, gli armieri o i politici.

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